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29/06/2004
Di sere nere ovvero transumanze senza senso
L'utopia è come l'orizzonte: irraggiungibile, ma serve per continuare a camminare...
Il sapere e la ragione parlano, l'ignoranza e il torto urlano.

Manet - il balcone - 1869
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... è tutto un blog, anzi un blob, un'unica, melmosa, omogenea fanghiglia che tutto ingloba e globalizza, annulla e fagocita. Masse incorporee di ex-corpi transumano e tracimano gli argini del buon senso e del bon-ton, tutto è un non-tutto, niente ha senso o direzione. I polimeri si confondono con gli aminoacidi. Forse siamo di nuovo al brodo primordiale. Rinascerà l'Uomo o sarà per sempre un indistinto pulsare di golemici pseudopodi che cercano se stessi?
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L'uomo ben tollera ogni invasione in quanto sconfinato. Esso è vuoto a perdere, esso è irriempibile di seppur pixelica materia, esso è fango mobile dove non resta traccia. |
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Muovemmo le righe per puro amore della varietà. Un fenomeno grafico, o il grafico di un fenomeno. A volte non serve un pensiero per variare l'intensità di luce di un pixel. Chiedo perdono a voi tutti. Il fastidio fu prossimo al nulla. Dove andiamo adesso ragazzi? Altrove? E' necessario muoversi da qui per andare altrove? Sapete che ho dolore alle gambe. Restiamo ancora un attimo per una foto ricordo. |
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Sarà stato psicotico, psichiatrico, insignificante o catartico, ma è stato bello ritrovarsi con voi altri me. Dove eravate finiti? |
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Diverse cornici sullo schermo. Varia punteggiatura. Molte voci in una sola. Seguiranno silenzi o insulti o incomprensioni o semplice nulla, ma quel che contò fu esserci. |
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L'idea che questo possa essere un non luogo in cui celebrare dei non avvenimenti mi spaventa un pò, anche se come multiplo non dovrei. E' l'idea di esprimere dei non pensieri che mi atterrisce. Esprimere dei non pensieri è come non esprimersi? |
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Questo può essere definito un non luogo? Quattro voci fanno una massa? |
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Effettivamente il fenomeno è interessante. |
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Non ho capito bene il senso di tutto ciò, ma mi hanno detto di scrivere qualcosa. In fondo faccio spesso cose che non capisco bene. |
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"...L’ importante è creare un non evento in un non luogo.....Siamo allo zen dell’ uomo massa, l’ agire non ha senso se non come insensatezza illuminante..."
Basta questo alle nostre innumerevoli orecchie per far schiudere le mille bocche. Dire che ne valse la pena. Tatuare questo golemico estivo pensiero, lungo i chilometri della nostra pelle, come adulatorio insensato riconoscimento. |
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In che altro modo potrebbe spostarsi un insieme di persone in bicicletta, se non ciclicamente? |
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Ripenserai agli angeli Al caffè caldo svegliandoti Mentre passa distratta la notizia di noi due Dicono che mi servirà Se non uccide fortifica Mentre passa distratta la tua voce alla tv Tra la radio e il telefono risuonerà il tuo addio
Ripenserei che non sei qua Ma mi distrae la pubblicità Tra gli orari ed il traffico lavoro e tu ci sei Tra il balcone e il citofono ti dedico i miei guai
Di sere nere Che non c'è tempo Non c'è spazio E mai nessuno capirà Puoi rimanere Perché fa male male Male da morire Senza te
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Magritte - il balcone - qualche anno dopo
22/05/2004
E noi con questo ombrelluccio bucato che ci potremmo inventare?
"Caro Gilbert, ma dove sei? Sono preoccupata..." Giulia
utente anonimo (http://) alle 18:26 del 19 maggio, 2004
Cara Giulia e cari amici, lontani e vicini, blogger e non, c'è troppo poco tempo... per pensare... per amare... per scrivere... per sognare... Anche oggi gran giornataccia... "brutto tempo"... non è più tempo...
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butto via l'ombrello e cammino sotto la pioggia guardando il cielo, vedrai - mi dico - la gente ti guarderà felice. Ascolta le gocce che ti rigano il viso, il mondo ti sembrerà più colorato guardandolo attraverso le lenti bagnate! Non guardare chi non capisce e ti osserva "sgomento": ha dei problemi e sono problemi suoi!

R.Magritte - Golconde (1953) - The Menil Collection, Houston
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E l'amore non è una cosa facile... l'unico bagaglio che puoi portare... è tutto ciò che non puoi lasciare indietro. E se la tenebra è per tenerci da parte, se la luce del giorno sembra una strada lontana, se il cuore di vetro puo' spezzarsi e solo per un attimo tu tornassi indietro ... Oh no, sii forte!
Vai avanti, vai avanti!
Quello che possiedi, non possono rubartelo. No, non possono neanche sentirlo. Stai al sicuro stanotte... stai preparando una valigia per un posto in cui nessuno di noi è stato, un posto che ha bisogno di essere creduto per essere visto. Quello che possiedi loro non possono rinnegarlo, non possono venderlo, non possono comprarlo. E lo so che duole, e il cuore può spezzarsi... ma mi dico Vai avanti, vai avanti!
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Casa... difficile sapere cosa sia, se non ne hai mai avuta una. Casa... non posso dire dov'è, ma so che sto tornando a casa. Vado avanti!... e lascio indietro tutto quello che modello, che faccio, che costruisco, che distruggo, che misuro, che rubo, che posso sentire, che maschero, tutto quello che spero...
...perchè alla fine di un viaggio c'è sempre un viaggio da ricominciare...
Dietro a un miraggio c'è sempre un miraggio da considerare, come del resto alla fine di un viaggio c'è sempre un viaggio da ricominciare. Bella ragazza, begli occhi e bel cuore, bello sguardo da incrociare, sarebbe bello una sera doverti riaccompagnare. Accompagnarti per certi angoli del presente, che fortunatamente diventeranno curve nella memoria. Quando domani ci accorgeremo che non ritorna mai più niente, ma finalmente accetteremo il fatto come una vittoria.
Perciò partiamo, partiamo che il tempo è tutto da bere, e non guardiamo in faccia nessuno che nessuno ci guarderà. Beviamo tutto, sentiamo il gusto del fondo del bicchiere e partiamo, partiamo, non vedi che siamo partiti già?

PICASSO - Due donne che corrono sulla spiaggia - 1922
E andiamo a Genova coi suoi svincoli micidiali, o a Milano con i suoi sarti ed i suoi giornali, o a Venezia che sogna e si bagna sui suoi canali o a Bologna, Bologna coi suoi orchestrali.
Dietro a un miraggio c'è sempre un miraggio da desiderare, come del resto alla fine di un viaggio, c'è sempre un letto da ricordare.E noi con questo ombrelluccio bucato che ci potremmo inventare? Bella ragazza ma chi l'ha detto che non si deve provare? Ma chi l'ha detto che non si deve provare a provare? Così partiamo, partiamo che il tempo potrebbe impazzire, e questa pioggia da un momento all'altro potrebbe smettere di venir giù. E non avremmo più scuse allora per non uscire. Ma che bel sole, ma che bel giallo, ma che bel blu!
Perciò pedala, pedala che il tempo potrebbe passare, e questa pioggia paradossalmente potrebbe non finire mai. Ma partiamo, partiamo, non vedi che siamo partiti già?
E andiamo a Genova coi suoi spiriti musicali, o a Milano con i suoi sarti e i suoi industriali, oppure a Napoli con i suoi martiri professionali, o a Bologna, Bologna coi suoi orchestrali.
E andiamo a Genova coi suoi svincoli musicali, o a Firenze coi suoi turisti internazionali, oppure a Roma che sembra una cagna in mezzo ai maiali, o a Bologna.... (F. De Gregori)

Rene Magritte - Le Chateau Des Pirenes
Un affettuoso saluto, vostro Gilbert
25/04/2004
Gibson, moderno Caravaggio (?)

Caravaggio - l'incredulità di S. Tommaso - 1602, Sanssouci, Potsdam, Germany.
Che faccia potevano fare i primi che hanno visto la flagellazione o l'incoronazione di spine dipinte da Michelangelo Merisi da Caravaggio nei primi del1600? Che effetto poteva suscitare un realismo così "brutale", tanto da mostrare un San Tommaso con il dito nella carne aperta dell costato di Cristo? Non deve essere stato molto diverso dagli sguardi stupiti ed increduli di chi esce dal cinema dove va in scena The Passion of the Christ di Mel Gibson; dallo sconcerto delle prime scene, che vedono Cristo nell'Orto degli Ulivi subito prima di essere arrestato, si passa rapidamente alla violenza e alle torture (che sconsiglio a chi soffre di angina instabile o ulcera peptica!): di questa violenza si avvertono le ragioni in un percorso "storico", con una logica evidente quanto misteriosa.
Questo in sintesi è ciò che dice una delle tantecritiche che dall'uscita del film animano la discussione; l'autore di Viaggi e Miraggi, sommo schiavo dell'arte, nonchè ossequioso adulatore del Caravaggio, non poteva far cadere nel vuoto siffatta provocazione...
Un film come un'opera d'arte?
Perchè no? la storia del cinema è piena di capolavori degni di essere esposti in musei! ma con The Passion l'analogia suona troppo grossa, anche per chi ha grande rispetto delle opinioni altrui...
La pellicola di Gibson potrebbe avere come titolo The pulp fiction of Christ, o essere scambiata senza troppi ripensamenti con un documentario crudele su quello strano "organismo vivente" che risponde al nome di Gesù Cristo. Ci sono anche le dimensioni epica ed eroica che inducono a pensare di rivedere Il Gladiatore (musica, fotografia, scenografoia, inquadrature), la contrapposizione Bene-Male, buoni e cattivi, che fa del Golgota un topos all'ombra delle Due Torri del Signore degli Anelli, l'atmosfera "maledetta" del Il Corvo... c'è tutta l'avventura, ma stavolta fuori luogo di Braveheart!

The Passion of Christ, secondo Gibson
E mi chiedo perchè? che uomo è? Chi è ? chi gliela fatto fare? è chiaro che nella mano del regista come nella vibrante interpretazione del protagonista il film è un atto di fede, una sacra rappresentazione (ma in formato fumettone holliwoodiano!) che visualizza agli occhi del mondo la Passione come si fa nelle nostre piazze, dove ancora si drammatizza la liturgia della settimana Santa.
Il film è forse attraversato dall'amore che spiega tanta sofferenza? forse sono io poco abituato (dal cinema stesso e dai Tg) al genere di sentimenti di una madre cui viene strappato il figlio o di amici lasciati senza guida? forse sono io a non essere più in grado di vibrare assieme a chi offre la sua vita per l'amore dei suoi?

Caravaggio - La crocifissione di S. Pietro - 1600, S. Maria del Popolo, Roma
Raccontare le ultime 12 ore di vita (e di passione) di un uomo che insegna "ama il prossimo tuo" è forse toccare il cuore? si può forse passare dal colpo alle viscere alla ragione? può bastare l'immedesimazione, assicurata dai dialoghi in aramaico e latino, a obbligare lo sguardo sull'azione, sui gesti, sul corpo martoriato di Cristo?
E' forse un'opera viva o che scava per il dibattito che ha scatenato? è forse un'opera che interroga per tutte le domande che ho scagliato su questo post?
Non so se è un film da farsi piacere o meno... so però che non è un Caravaggio... il Caravaggio (persino Lui!), due volte omicida, violento e maledetto, si stubirebbe di cotanta volgarità e banalità, e dell'assenza assoluta nella pellicolina di Gibson del sublime Realismo del nostro Seicento.
Per tutta risposta Gilbert & Friends oggi pomeriggio andranno a Milano, al Cinema Odeon, a vedere la pellicola restaurata di un indimenticabile capolavoro, Il Vangelo secondo Matteo di Pasolini...

 
Il Vangelo, secondo PPP
Pier Paolo ateo, peccatore, "ladrone cattivo", tanto odiato da Vescovi, Ciellini e altri benpensanti, ma il più bravo a dialogare con il Redentore... scagli la prima pietra chi non ha mai peccato?

Caravaggio - Deposizione - c.1602-1604, Pinacoteca Vaticana
Un affettuoso saluto a voi tutti, crociati dell'Arte Ortodossa
01/04/2004
Viaggio a Madrid e Toledo
Sono stato per cinque giorni a Madrid.
Un viaggio che avevo programmato da tempo per la fine di marzo, visto che durante la Settimana Santa (Pasqua inclusa) sarò a lavoro.
Sono passato anche dalla stazione di Atocha, per prendere il treno che mi ha portato a Toledo, dove per un intera giornata ho potuto ammirare le opere di El Greco.
In questi intensissimi giorni ho visitato tanti luoghi consacrati all'arte (Prado, Escorial, Accademia Reale, Reina Sofia, Tyssen, Conventi e cattedrali) e mi sono nutrito di quelle opere e di quegli autori tanto ammirati e a lungo studiati su gli art book: Bosch, el Greco, Tiziano, Velazquez, Goya, Poussin, Ribera, Durer, Rubens, Van Dyck, Ribera, Tiepolo, Picasso, Dalì, Mirò e molti altri ancora...
Ho rivissuto le emozioni dei viaggi a Parigi, Firenze, Venezia, Roma; capitali mondiali dell'arte e di cio' che di piu' universale e grandioso l'uomo sia riuscito a produrre.
Ma a Madrid non ho potuto fare a meno di accostare queste grandiosità agli orrori e al dolore di Atocha: file sterminate di lumini, di messaggi in lingue diverse (di rabbia, dolore, richiesta di pace), disegni di bambini con fiori ed un cielo migliore, quadri,ritagli di giornale, immagini di santi... l'uomo è grande anche quando vuole creare e perpetuare cio' che di piu' barbaro e anti-universale alberga nella sua natura...
Tante immagini mi giravano in mente passeggiando per le vie di Madrid ed ancora oggi non mi abbandonano...ve ne lascio alcune...

Bruegel - Il trionfo della morte (1560 ) - Prado

Goya - Esecuzione dei difensori di Madrid, III Maggio (1808) - Prado

El Greco - Entierro del conde de Orgaz - Santo Tomé, Toledo
LA GUERRA CHE VERRA'
non è la prima. Prima
ci sono state altre guerre.
Alla fine dell'ultima
c'erano vincitori e vinti.
Fra i vinti la povera gente
faceva la fame. Fra i vincitori
faceva la fame la povera gente ugualmente. ( Bertold Brecht )

Poussin - La strage degli Innocenti XVII Secolo - Museo Condè Chantilly
La più grande opera d'arte dell'uomo
è creare la pace

Picasso - Guernica (1937) - Museo Reina Sofia, Madrid
Raramente la crudeltà della guerra è stata espressa in modo così diretto come in Guernica ! E' un' immagine senza tempo dell'orrore e della violenza contro l'uomo e gli animali:simboli universali per esprimere l'indicibile dolore e la sofferenza dell'umanità. Nella rappresentazione mancano volutamente i colori; sono rimasti soltanto il bianco, il nero e il grigio, a supportare l'atmosfera tetra e disperata della scena, di cui non è possibile stabilire se abbia luogo in interni o esterni, di giorno o di notte. Con modi drammatici e poderosi gesti, le figure si rovesciano, cadono e gridano: siamo tutti lì, vittime, uomini e animali. Il centro del dipinto è costituito da un cavallo che s'impenna selvaggiamente, la cui testa è rischiarata da una specie di lume, a forma di occhio con una lampadina al suo interno. E' l'occhio forse di un dio indifferente e/o impotente oppure la bomba che ha seminato distruzione? Il linguaggio stilistico, con forme e disegni semplificati, è quello dei bambini, veri grandi vittime di ogni forma di guerra.
Un saluto caro a voi tutti, cultori della non-violenza
18/03/2004
Conosci te stesso (?)

Giorgione - Le età dell'uomo - Palazzo Pitti, Firenze
Al liceo, un mio professore diceva spesso: "come si è a 20 anni, si sarà per tutta la vita!"
Lo diceva, credo, per spronarci ad essere umanamente migliori. Ma davvero la personalità di un uomo è definita così presto? Non c'è la possibilità di crescere ancora, magari sbagliando, e diventare persone migliori? l'esperienza non ha forse valore?
Riflettendo su quelle parole e guardando con distacco a quegli anni quegli anni, mi sento di dire oggi che soltanto chi ha imparato a conoscersi è veramente libero e quindi in grado di conoscere le proprie azioni. Conoscersi però non è qualcosa che avviene di colpo ed una volta per tutte. E' un processo lento e faticoso, in continuo divenire. Nessuna trasformazione, nessun miglioramento,ci possono essere se non a partire da quel nucleo profondo che è la personalità, il carattere; tant'è vero che le nostre decisioni e le nostre scelte hanno valore se in esse ci riconosciamo. Alò contrario, comportamenti indotti dall'abitudine o puramente imitativi, anche se rispettano il comune sentire, ci apppaiono insignificanti, come se non ci riguardassero. Quando piu' sappiamo essere fedeli a noi stessi, tanto più potremmo sperare, come quel mio professore intendesse suggerire, di diventare persone migliori. Nietzche addirittura diceva: "diventa ciò che sei!"
Con questo non intendeva affatto negare valore all'esperienza; piuttosto voleva sottolineare che l'esperienza è anzitutto consapevolezza di chi veramente siamo: un dono dunque... una conquista soprattutto.
" I vostri figli non sono figli vostri. Potete donare loro il vostro amore ma non i vostri pensieri. Poiché hanno pensieri loro propri. Potete dare rifugio ai loro corpi ma non alle loro anime, Giacché le loro anime albergano nella casa del domani, che voi non potete visitare neppure in sogno. Potete tentare di essere come loro, ma non di renderli come voi siete. (K.Gibran)

Giorgione - I tre filosofi (1509) - Vienna
Un affettuoso saluto, amici della conoscenza
11/03/2004
La liberté de culte n'est pas negociable!

Diego Velazquez - Crocifissione (1632) - Museo del Prado, Madrid
Mi ha molto colpito la recente decisione del governo francese di proibire a scuola l'ostentazione di simboli religiosi.
Istintivamente mi era sembrata un provvedimento che potesse arginare certi fanatismi. Ripensandoci però trovo questa misura una violenta intromissione dello Stato negli aspetti più personali ed intimi di un cittadino. Anche se posso capire le ragioni di opportunità, credo che si tratti di una decisione errata. Che cosa si propone il legislatore? Due cose, forse:
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impedire che i simboli religiosi siano il pretesto di tensioni e conflitti
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affermare il principio di laicità della scuola statale.

Ebbene, se lo scopo è disinnescare un certo potenziale di conflittualità, temo che la proibizione ottenga l'effetto opposto, perchè conferisce valore identitario al simbolo negato, induce comportamenti reattivi, e quindi non fa che confermara la logica dell'affermazione di sè contro l'altro. Quanto alla laicità, che cosa la esprime meglio: la messa al bando dei simboli religiosi o non piuttosto il loro rispetto incondizionato?
Il rispetto è un ideale che comporta rischi, ma la messa al bando nasconde una censura, se non un vero e proprio pregiudizio contro la religione; e ciò ha ben poco a che fare con la laicità e la tolleranza, e quindi con lo spirito critico, per sua natura aperto a tutte le espressioni culturali, a partire dalla religione.
Un saluto critico, cari viaggiatori della tolleranza
28/02/2004
Van Dyck riflessi italiani visti dalle Fiandre

Martirio S. Sebastiano (Gall. Sabauda Torino)
Domenica scorsa Gilbert and friends sono ritornati al Palazzo Reale di Milano con la voglia di riscoprire un grande della pittura universale: Anton Van Dyck.
“ Van Dyck. Riflessi italiani ” è la più suggestiva monografica dedicata all'artista fiammingo da parte di Italiani. Luca Ronconi, regista teatrale notissimo ai milanesi, ne ha curato l'allestimento, con la doppia sfida di non celare la sala che ospita la mostra (si tratta infatti dell'ambiente più suggestivo di Palazzo Reale: la Sala delle Cariatidi), e soprattutto di non soffocare le opere esposte. Scenografico, ma non invasivo, imponente ma sobrio, il modo scelto di presentare i quadri avvolge il visitatore, trasportandolo in un'atmosfera dove le luci fanno risaltare ancor di più i colori, la tecnica di Van Dyck, gli abiti per cui era divenuto celebre e ricercatissimo tra i ritrattisti della sua epoca (nella penombra dell'allestimento è tutto un crepitio di sete e broccati; i contrasti di colore creati dai neri, i porpora e i bianchi accentuano le luci sugli incarnati dei patrizi, dalle mani affusolate).

Le età dell'uomo (Vicenza)
Il percorso espositivo permette di passare da una prima parte in cui sono proprio i ritratti a dominare la scena, quasi personaggi che accompagnano il visitatore verso la seconda sezione, dedicata alla pittura mitologica e sacra, fino a giungere al cuore dell'esposizione: il Compianto su Cristo, salvato dal pericolo di esportazione illegale e assicurato allo Stato Italiano dal Nucleo Tutela del Patrimonio Culturale dell'Arma dei Carabinieri (la mostra è anche l'occasione per restituire al pubblico quest'opera che dal 1947 era svanita nell'anonimato di una collezione privata romana!).
Nel Compianto sul Cristo morto il sentimento religioso, la luminosità e l'impasto coloristico veneto si fondono ai debiti formali con Rubens che saranno sempre presenti nel linguaggio di Van Dyck.

Compianto di Cristo (Roma)
Durante il suo soggiorno in Italia l'artista lavora a Genova, sua città d'elezione, si muove tra Palermo, Torino, Roma e Venezia, conteso dalle personalità più eminenti del tempo con le quali intrattiene rapporti di fiducia e di stima. Ha la possibilità di ammirare pittori italiani, il Correggio, il Veronese, gli emiliani, ma soprattutto Tiziano da cui assume gli atteggiamenti spontanei e la raffinata gamma coloristica. In questi anni trasforma i ritratti imponenti e massicci appresi alla scuola di Rubens, in personaggi più eterei, che accennano a un leggero movimento, resi con una tecnica pastosa e contemporaneamente delicata. La sua ritrattistica farà scuola nell'Inghilterra del 1700. Rispetto a tante altre rassegne dedicate all'artista in questi ultimi anni, la mostra milanese ha il merito di voler puntare l'attenzione su questo aspetto, studiando la produzione fiamminga in chiave italiana; tuttavia, tra tante citazioni, l'esposizione non fa dimenticare che Van Dyck è sempre Van Dyck, chiunque sia stato il maestro preso a modello. Se vi capita di fare un giretto ai piedi della "Madunina", non dimenticate, distratti dalle vetrine luccicanti delle vie della moda, di omaggiare con una breve visita il grande Van Dick, ne resterete per sempre affascinati, parola di Gilbert.

Riposo fuga in Egitto (Monaco)
21/02/2004
Libertà

Eugenio Delacroix - La Libertà guida il popolo (1830) - Louvre, Parigi
L'uomo è nato libero, e dappertutto è in catene (Jean-Jacques Rousseau)
Le catene non sono solo quelle dell'indigenza e dei regimi totalitari, ma anche quelle che ci fabbrichiamo con le nostre stesse mani. Non basta essere privi di vincoli, bisogna saper essere liberi. Dalla società ci vengono imposti molti condizionamenti, non sempre sotto forma di divieti o di costrizioni, ma soprattutto nella forma di messaggi suadenti da parte di chi sembra volere soltanto il nostro bene. Genitori, insegnanti, politici, religiosi, pubblicitari fanno a gara per offrirci bella e fatta la nostra felicità: basta adeguarsi alle loro regole! Nessuno ci fa una violenza esplicita.
Vivere in prima persona, pensare con la propria testa non è per niente facile; ed è proprio questo che ci viene impedito, talora con le migliori intenzioni, talaltra con una volontà di dominio. Maturare, crescere, diventare uomini, prendere in mano le redini della propria vita e cercare di essere se stessi: per riuscire a farlo, dobbiamo prima esaminare criticamente il complesso di valori e di conoscenze che ci è stato dato, e in questo percorso di liberazione, le difficoltà e gli ostacoli sono innumerevoli. Oltre a quelli scontati di chi non la pensa come noi o di chi vuole influenzarci, ci sono quelli che abbiamo ormai introiettato. Nel processo di emancipazione, gli avversari più pericolosi sono i nostri stessi condizionamenti, sono le idee e le convinzioni che abbiamo adottato senza rendercene conto. Occorre quindi una buona dose di autocritica: la capacità di prendere le distanze da noi stessi.
Nessuno è libero se non è padrone di se stesso!
Sogno la libertà del falco, che vola alto nel cielo; Del lupo che caccia nel bosco; del cavallo selvaggio che corre libero nel prato. Invece sono quì a sognare nella gabbia dorata del mondo con la voglia di gridare il mio desiderio di libertà (LWK)
Un saluto, amici cari, assetati di libertà!
14/02/2004
Il rispetto

Giovanni Segantini - Le due madri (1889) - Civica Galleria d'Arte Moderna, Milano
Rispetto significa desiderare che l'altra persona cresca e si sviluppi per quello che è.
Esistono vari modi di amare ed alcuni sono distruttivi come e più dell'odio. Se all'amore non accompagnamo il rispetto, abbiamo in realtà a che fare con un moto di acquisizione che rientra nel desiderio di affermazione, nella volontà di potenza. Il rispetto è l'amore che non vuole soffocare, possedere, convincere, dominare; è la gioia di vedere nell'altro un diverso-da-sè; è il sentimento di chi osserva ed ama l'altro per quello che è, di chi non intende invadere lo spazio altrui. "Rispettare" è un verbo che deriva dal latino respicere (guardare), e indica quindi un atto contemplativo. Molti invece confondono l'amore con la loro volontà di influenzare e dominare e vedono in questo sentimento la possibilità di sottomettere l'altro, di farne un altro se stesso, di piegarlo alle proprie convinzioni.
Quanti padri e quante madri amano ma non rispettano! Molti vogliono che i figli siano la realizzazione dei loro desideri e fanno di tutto per conformarli ad un loro modello, senza porsi il problema di chi veramente essi siano e di che cosa in realtà desiderano e sognano. A tal proposito dice l'antico saggio cinese Chuang- Tzu: "Figli e nipoti non vi appartengono; sono vite che vi sono state semplicemente affidate dal cielo e dalla terra".
Per riuscire ad amare con rispetto occorre forse uscire dal proprio piccolo mondo egoico, spogliarsi delle proprie ambizioni, delle proprie opinioni e cercare di vedere l'altro, di capirlo; occorrerebbe considerare la diversità come strumento di arricchimento e non come anomalia da riportare alla propria regola. Anche l'amore ha bisogno di educazione e di meditazione: essere prima capaci di prendere le distanze dal proprio Io empirico, e poi osservare con occhio purificato la varietà di forme, di caratteri e di destini che si manifestano negli altri.Solo così credo si potrà fare dell'amore non una delle tante forme di condizionamento e di uniformazione, ma una vera forza di armonia.
Il modo più sicuro per corrompere un giovane è insegnargli a stimare più chi la pensa come lui di chi la pensa diversamente. (Nietzsche)
Buon San Valentino di meditazione, instancabili innamorati del viaggio e dell'arte di viaggiare!
07/02/2004

S. Botticelli - Venere e Marte (1946) - National Gallery, Londra
Europa, Asia ed America: un instabile multipolarismo
L’Europa rivendica la sua autonomia strategica, anche se nell’ambito dell’alleanza con gli USA. Washington, riluttante, fa sapere che accetterà soltanto se il legame Atlantico resterà vincolante.
Un’Europa libera di muoversi tra America, Russia e persino Asia costringe Washington a reagire; un combattimento serrato, in cui si succedano senza tregua colpi e parate, pur rappresentando appena metà della Storia, dato che Cina, India e Giappone hanno sinora giocato di rimessa sulle mosse europee ed americane.
Intanto nei palazzi e nelle piazze europee sono stati sciolti i dubbi sulle possibili forme che avrebbe potuto assumere l’ideologia di una UE potenza politica continentale. Cresimato dall’ultima crisi internazionale, l'Europeismo Imperialista mette radici profonde nella psicologia collettiva e, nel mito di un vecchio continente forza pacificatrice, contratta oggi la guerra americana o euroatlantica, per prepararsi domani alla guerra d’Europa...

S. Botticelli - Minerva doma il centauro (1484) - Uffizi, Firenze
Non lasciamoci domare, cari viaggiatori, dolcemente distratti dalle soavità del Botticelli e dalle tentazioni del Neoplatonismo!
31/01/2004
Time

F. Goya - Crono divora i suoi figli - 1821, Museo del Prado Madrid
L'uomo moderno crede di perdere qualcosa - il tempo - quando non fa le cose in fretta; eppure non sa che cosa fare del tempo che guadagna, tranne che ammazzarlo.
Se un individuo non è padrone di almeno due terzi del suo tempo non può essere considerato un uomo libero. La schiavitù si perpetua anche nelle nostre società, che hanno sostituito alla dura coercizione di un tempo una condizione più sottile ma non meno vincolante: quella dell'uomo che non ha più nessun rapporto con se stesso, che non possiede più alcuna interiorità e che, se non ha qualcosa da fare, si sente perduto. Quando l'individuo ha perso il rapporto con se stesso, si ritrova, nei rari momenti liberi, con un perfetto estraneo. Questo forse succede perchè per tutta la vita si sono sviluppate attività e relazioni esterne senza pensare di coltivare se stessi e di arricchire il proprio patrimonio interiore. Così un bel giorno, in seguito a qualche cambiamento esteriore (di lavoro, di luogo, un distacco, un pensionamento etc.) ci si ritrova privi di impegni, e tutto il vuoto, o peggio, il tormento del cattivo rapporto con se stessi, ci ricade addosso. Allora è la crisi e la vita ci appare priva di senso. In realtà questa condizione era stata preparata a poco a poco nel corso degli anni, evitando o rimandando ad un futuro indeterminato l'incontro con noi stessi: avevamo rinunciato per pigrizia o per paura ad avere un po' di tempo veramente libero, veramente nostro. Non basta in effetti trovarsi soli: non è propriamente una questione di tempo. E' piuttosto necessario essere liberi mentalmente, interrompere il dialogo continuo che, anche in solitudine, intratteniamo con gli altri.
L'unica cosa veramente nostra è il tempo - scrive sempre il nostro caro zio Seneca - un bene sommamente fuggevole che ci lasciamo togliere dal primo venuto. Non è vero che non abbiamo tempo: la verità è che ne sprechiamo molto!
Vi lascio a queste riflessioni, cari temporeggiatori... se avete un po' di tempo' lasciate qualche traccia di voi...
23/01/2004
Viaggi: istruzioni per l'uso

Salvador Dalì - Cristoforo Colombo alla scoperta dell'America - (1958)
"L'importante è sapere in che stato d'animo arrivi, non dove arrivi." (Seneca)
Un viaggio può essere un motivo di arricchimento e di conoscenza, oppure una semplice fuga; spesso entrambe le cose. Penso in realta' che ciò che si cerca all'esterno è sempre alla fine un'esperienza interiore: si "utilizza" il viaggio per allontanarsi da un'esistenza divenuta troppo monotona e/o per trovare qualche nuova emozione. Questa ricerca viene tuttavia delusa quando ci portiamo dietro i nostri pregiudizi, le nostre illusioni, le nostre paure, l'intero bagaglio della nostra mente.
"Perchè ti stupisci che i tuoi viaggi non ti giovino?" - scrive Seneca - "Vai in giro con te stesso: ti porti dietro il motivo che ti ha fatto fuggire".
Se vogliamo dunque dare ascolto ad un fine viaggiatore come Seneca, la condizione prima per compiere un viaggio proficuo sarà quella di lasciare a casa il pesante fardello delle nostre opinioni. Anche la nostra esistenza è un viaggio per cui vale la stessa regola: non è forse meglio compiere un breve giro intorno alla nostra casa con la mente fresca che un lungo periplo intorno al mondo con tutto il peso dei nostri pregiudizi? Credo che senza questo requisito più lontano si va, meno si conosce, perciò molti saggi conoscono senza muoversi. Naturalmente qui si parla della conoscenza di sè e delle leggi fondamentali della vita. Questo tipo di esperienza sarà tanto più fruttuoso quanto più riusciremo a liberarci delle idee ricevute, dei nostri valori, dei nostri abituali punti di riferimento, in breve di tutta la nostra mente. Soltanto così potremo entrare veramente a contatto con il nuovo, con il diverso, con tutto ciò che è altro rispetto alle nostre esperienze.
"Tutti fuggono se stessi" - aggiunge Seneca - " ma non riescono a farlo, perchè l'io tallona e insegue se stesso come un amico insopportabile."
Quindi, cari viaggiatori dell'etere, per compiere con profitto qualunque viaggio, e in particolare il viaggio della nostra vita, requisito indispensabile è la capacità di "mettere tra parentesi" la nostra abituale attività mentale, che se da na parte è utilissima per farci orientare nel mondo, dall'altra puo' diventatare una specie di armatura o camicia di forza, costruita più per conservare che per apprendere. Viaggiare e' una forma d'arte! E l'arte di viaggiare consiste proprio nella capacità di abbandonare temporaneamente l'io abituale. Per tale scopo, non serve compiere lunghi viaggi in terre lontane; il cambiamento, l'apertura, devono avvenire a livello mentale, lungo le vie del pensiero.
Non si puo' concludere questo viaggio nel viaggio senza citare Orazio: "Chi corre di continuo da un luogo all'altro cambia cielo, ma non stato d'animo".
E allora buon viaggio, in ogni direzione, cari amici, navigatori veri e/o viandanti del pensiero!
16/01/2004
Soli nel tunnel della follia. Anche i medici

" La pazzia " - Arte Sicilia Teatro -
Un mio precedente post del 9/12/2003 "Escursioni termiche: storie di ordinaria follia" ha ricevuto diversi commenti che elogiavano la follia come una delle poche forme di libertà estrema, svincolata da qualsiasi obbligo sociale. L'unica riflessione controcorrente fu di Lettera Marginale (vedi tra i link): "Il blog come si vede che è 'na roba virtuale! Nella vita reale i pazzi sono poveri emarginati, considerati gravemente malati e per nulla interessanti. Vabbè meglio diffondere il mito del folle che il pazzo da rinchiudere". Dal quel commento prende spunto questo j'accuse...
Alcuni mesi fa un ex psichiatra ha ucciso a Milano un suo collega, il Dott. Bignamini, sul quale aveva proiettato i fantasmi persecutori della propria esasperazione. Naturalmente non posso che essere addolorato per la morte di questo collega. Ma il mio pensiero va anche all'altro, il Dottor Geoffry, ovvero l'assassino. I giornali ne hanno delineato un inquietante profilo che lo fa assomigliare al Doctor Hannibal de "Il Silenzio degli Innocenti". Mi chiedo perchè mai quest' uomo, colpevole unicamente di essersi ammalato di una patologia psichiatrica, venga lasciato solo, sfrattato da casa ed incondizioni di grave disagio economico e sociale?! Chi non si è chiesto tutto questo e non ha fatto nulla per evitarlo è moralmente colpevole delle sofferenze del Dottor Geoffry e dell'omicidio del Dottor Bignamini.
L'assistenza psichiatrica deve essere per definizione olistica, tenendo conto di tutti quei fattori che influenzano l'esistenza di una persona, e in particolar modo delle condizioni sociale ed economica. Ciò risulta del tutto impossibile da realizzarsi in una Sanità che ogni giorno riceve tagli sostanziali e in un Paese dove Welfare rappresenta soltanto un elegante modo di dire. Dei soldi sono stati spesi per creare delle comunità protette per accogliere gli ex ricoverati dei "residui manicomiali", forse però di questi investimenti si gioveranno soprattutto le imprese sociali del cosiddetto "mix pubblico privato" che non i malati mentali. Se una logica un po' ipocrita fa sì che delle risorse vengano investite per i vecchi cronici, poco o nulla si fa per chi, tra la distrazione e/o l'indifferenza di noi tutti, sta per infilarsi nel tunnel della follia. Saranno poi gli omicidi a risvegliarci dall'oblio, a farci notare la disperazione di un uomo, dell'esasperazione di un essere vivente, magari espressa attraverso tanti esposti alla magistratura.
Nel frattempo saranno le robuste grate di un ospedale giudiziario a tranquillizzarci, a farci credere che tra noi ed un folle esiste una barriera; saranno i muri alti e robusti di edifici freddi a scotomizzare la paura che la follia possa essere ad un passo da noi, e che noi stessi potremmo essere i folli (come quello psichiatra che in breve tempo è passato da una parte all'altra della barricata). Sarà la "pericolosità sociale" a tacitare la nostra coscienza, facendoci ritenere che per un soggetto simile non vi era altra soluzione se non quella di un internamento (molto spesso a vita!).
10/01/2004

B. Schedoni, La Carità (1611) - Museo di Capodimonte - Napoli
Miraggi in provincia: storie di noi "brava" gente
Novara, Italia. Una faccia da derubata è orribile. Figuriamoci se è pure senza denti! Deve essersi posto un problema morale di questo tipo il ladruncolo quarantenne che ha rubato la borsetta di una anziana signora ricoverata in un ospedale di Domodossola; perchè quando all'interno della refurtiva ha scoperto una dentiera si è premurato di restituirla. L'uomo ha sgraffignato la "sacchetta da comodino" della degente per impossessarsi del suo portafoglio. Ma il reperimento di quel personalissimo oggetto lo ha commosso. E' tornato indietro per riconsegnarlo ed è stato ammanettato dai carabinieri."Ho pensato che aveva speso tanto per farsela mettere..." ha detto (quasi) tra le lacrime.
Una faccia da derubato è orribile. Le facce dei derubati che lo circondano danno al ladro un'arrogante solitudine. (Jean Genet: "Diario del ladro" )
Matera, Italia. Chiedeva l'elemosina ai passanti lamentando su una carrozzella di essere invalido e di doversi sottoporre ad una delicata operazione ai reni, ma dietro l'angolo era lui stesso che ben agile chiudeva la carrozzella e la poneva nel bagagliaio della sua auto, per far ritorno insieme alla generosità dei materani nella sua città di residenza, Napoli. Per diversi giorni agenti in servizio antitruffa e antiborseggio hanno osservato due persone - il presunto invalido in carrozzella e un suo amico che la spingeva - chiedere l'elemosina e sparire nel nulla abbastanza velocemente. Scoperto l'arcano: due truffatori. Un piccolo particolare: quando il presunto invalido è stato invitato a passare senza problemi dalla sedia a rotelle alla volante della polizia, ha gridato alla rumorosa e minacciosa folla che aveva accerchiato l'auto: "Sono del tutto innocente".
E, dopo tutto, che cos'è una bugia? Solo la verità in maschera. ( Byron - "Don Juan" )
05/01/2004
D. Velazquez - Los Borrachos (The Feast of Bacchus) - Museo del Prado, Madrid
Rieccoci!
Fuori sede ancora per poco tempo, Gilbert vi scrive nel momento in cui "l'Epifania tutte le feste sta per portar via", di proposito; per incoraggiarvi, per dirvi di non non essere tristi per l'imminente rientro dalle meritate ferie, o soltanto perchè l'oroscopo ha predetto per voi un anno non proprio brillante. Piuttosto brindiamo ancora nei lieti calici e beviamo alla vita, a questo nuovo anno tutto da sorseggiare, assaporare, da mettere in "imbarazzo" (come un bacco di Velazquez!) di fronte alla realizzazione di buona parte dei nostri desideri.
Non c’e tempo per guardare indietro Non c’e’ tempo per ricordare tristi momenti Cammina avanti, guarda la strada su cui cammini, dimentica le orme Che hai lasciato quando calpestavi le tue amare lacrime. Su di te si abbatteranno tempeste peggiori, venti più forti Ma tu continua sulla strada, segui la mano amica che ti ama Guarda il bicchiere vuoto da cui hai bevuto e ricordati che il tempo porta con sè le tue memorie Che resteranno per sempre nei ricordi dei tuoi amici.
Guarda avanti il sole illumina ancora una volta il tuo sguardo, non lasciare cadere ciò che hai faticosamente costruito Non farti portar via ciò di cui hai bisogno. Adesso hai il tempo per guardare indietro, hai il tempo per ricordare i tuoi momenti felici Ricorda i tuoi amici più sinceri Dimentica i tuoi nemici Uccidi il passato Guarda il futuro.
Non c’e tempo per guardare indietro Non c’e’ tempo per ricordare tristi momenti Cammina avanti, guarda la strada su cui cammini, dimentica le orme Che hai lasciato quando calpestavi le tue amare lacrime Adesso hai il tempo per guardare indietro, hai il tempo per ricordare i tuoi momenti felici Ricorda i tuoi amici più sinceri Dimentica i tuoi nemici
SEGUI SEMPRE LA MANO DI CHI NEGLI OCCHI SA DIRTI TI AMO. (Luca MWGCOR@TIN.IT)
Buon inizio "vero" a tutti e auguri ancora, Vostro Gilbert
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